FIORI E DIRITTI

E’ primavera! Quante magnifiche rose e che bei fiori colorati nelle vetrine dei negozi specializzati!Ma chi coltiva questi boccioli sugli altipiani dell’Ecuador o in Africa ne ha un’idea molto diversa…
Sapevate che quando acquistate una rosa in Italia molto probabilmente comprate un fiore importato?
Oltre 30 mila tonnellate di fiori, per un valore di circa 150 milioni di euro, arrivano nel nostro paese dopo aver percorso migliaia di chilometri: partono principalmente da Kenya, Ecuador, Colombia, Etiopia e molto spesso giungono in Italia dopo essere passati anche per l’Olanda (dati Ismea 2008).
Nella maggior parte delle piantagioni del Sud del Mondo, per far fronte a malattie comuni delle piante e aumentare la produzione, vengono utilizzati massicciamente pesticidi e fertilizzanti: durante il ciclo di coltivazione dei fiori si effettuano fino a 80 operazioni che impiegano sostanze chimiche pericolose, che poi contaminano il suolo e soprattutto le acque, con gravissime conseguenze per l’intero ecosistema e per la salute dei braccianti e della popolazione locale. Ma anche i diritti basilari dei lavoratori vengono spesso violati: paghe troppo basse, orari di lavoro massacranti, scarsa sicurezza, straordinari obbligatori e non riconosciuti, impossibilità di rivolgersi a un sindacato sono solo alcuni dei problemi più frequenti.
In condizioni simili si trovano anche molti dei braccianti impiegati nelle serre italiane, sia connazionali sia migranti provenienti soprattutto da Marocco, Algeria e Bangladesh.

CHE COSA POSSIAMO FARE
1. Acquistare fiori certificati per tutte le occasione come la festa della mamma è il primo e semplice passo che ognuno di noi può fare per contribuire ad alimentare un mercato dei fiori più giusto.
2. Informarsi e diffondere i contenuti della campagna, anche iscrivendosi alla newsletter di “Fiori e Diritti” sul sito www.fioriediritti.org
3. Sollecitare i fioristi italiani ad acquisire prodotti certificati è un altro passaggio fondamentale.
Le certificazioni Fairtrade (www.fairtrade.org) per le rose dal Kenya e Fiore giusto (www.fioregiusto.it) per i fiori italiani garantiscono che questi prodotti provengano da piantagioni in cui sono rispettati i diritti dei lavoratori e le norme ambientali: cerca questi loghi per essere sicuro del tuo acquisto!